mercoledì 23 maggio 2012

All'on. Crocetta serve una nuova strategia


L'elezione di Leoluca Orlando a sindaco di Palermo ridimensiona in maniera quasi definitiva il disegno della cordata Crocetta-Lumia-Grasso fortemente proiettata alla candidatura dell'on. Crocetta alle future elezioni per il Presidente della Regione Sicilia.
Come avevo già scritto in un commento sulla bacheca Facebook dello stesso Crocetta, l'operazione Ferrandelli doveva portare quella cordata a spodestare l'on. Lupo da segretario regionale PD, mettere le mani sulla Segreteria regionale e quindi proporre, come unico candidato del centro-sinistra alle presidenziali, l'ex del PDCI Rosario Crocetta. E' noto ai più come lo stesso abbia fatto della lotta per la legalità e dell'antimafia il proprio manifesto poltico sin dai tempi della sua prima sindacatura. Quella legalità che da visibilità e grande risonanza attraverso i MASS-MEDIA ma che, in effetti, a Gela, dove è stato sindaco per ben 9 anni (e per altrettanti assessore alla cultura e agli SPETTACOLI, durante la sindacatura dell'avv. Gallo),  non ha prodotto quella svolta di legalità nella quale tutti speravano, anzi ha lasciato una città allo sfascio, assediata e controllata in ogni dove dai venditori abusivi che hanno eretto capannoni persino in muratura (mattoni forati, per la precisione) sulla pubblica via e nelle aree di parcheggio. Lo sviluppo di Gela durante la gestione Crocetta si è arrestato in termini economici e sociali, non essendo stato avviato alcun progetto degno di nota, nè completata la dotazione infrastrutturale:
- Si pensi alla Siracusa-Gela, autostrada che parte da Siracusa e finisce a Modica, mentre da Gela verso Siracusa non esiste nemmeno un progetto cantierabile (e quindi finanziabile);
- Si pensi alla Nord -Sud; si pensi al porto rifugio, per il quale sono stati rifiutati i 50 milioni per il braccio ovest, oggi andati perduti;
- Si pensi allo sviluppo turistico in una città con le strade dissestate, una circolazione che definire caotica è un eufemismo e una popolazione litigiosa (per fortuna non tutta) e non educata al rispetto degli altri e alla civile convivenza;
- Si pensi all'alto tasso di criminalità;
- Si pensi all'inquinamento prodotto dallo stabilimento, al PET COKE (dichiarato combustibile solo per lo stabilimento ENI di Gela e che sarebbe dovuto essere usato solo per i bisogni dello stabilimento, non  certo per produrre energia elettrica da vendere all'ENEL).
Non resta che sperare che per il nostro ex primo cittadino l'esperienza sia foriera di un modo diverso di fare politica, oppure che il centro-sinistra candidi alla Presidenza della Regione una figura che abbia le idee chiare sul come perseguire lo sviluppo dell'isola e su un modo di lottare contro mafia e criminalità forse meno risonante ma più incisivo.

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