
Giorni addietro sono stato contattato dall'avv. Biagio Pace di Caltagirone che, con toni entusiastici, ha accolto il progetto della Caltagela. La soddisfazione è stata doppia nel costatare che lo stesso Pace ha subito fondato un gruppo sul popolare social network Facebook e che tale gruppo va lentamente crescendo di giorno in giorno. E' un chiaro segno che l'idea della provincia con il doppio capoluogo Gela-Caltagirone è ben accolta anche dagli ambienti calatini, laddove vi sia quella particolare sensibilità socio-politica e, non meno importante, quall’assenza di campanilismi corredata dalla necessaria apertura mentale. Mi auguro che succeda altrettanto anche per Gela, dato che i segni giunti presso questo Comitato da parte della cittadinanza ma soprattutto dalla classe politica sono piuttosto impalpabili.
Prendendo spunto dalla conversazione via web (piacevolmente) intrattenuta, passo a riassumere i punti di sinergia:
1) La classe politica caltagironese e quella gelese, dimostrando di essere poco "politiche" ed unicamente attaccate al potere, hanno temuto sempre di perdere consensi o, meglio, di cedere spazi;
2) La conquista del rango di provincia per i nostri territori sarebbe l'unico modo per mantenere certi livelli di servizi. Fino a pochi giorni fa avevamo le aziende ospedaliere ed ora dipendiamo dalle rispettive province, abbiamo due piccoli tribunali che rischiano la chiusura, a gennaio chiuderanno le rispettive agenzie delle entrate, poi sarà la volta dei Consorzi di Bonifica (gli unici in Sicilia che non fanno riferimento a province);
3) Nonostante tutto ciò che si possa opporre, i territori di riferimento hanno omogeneità ed interessi comuni. Certamente Gela e Caltagirone sono più affini tra loro che con Caltanissetta o Catania. Si tratterebbe di non entrare in competizione sterile ma di trovare il modo di integrarci e completarci distribuendo tra i due centri, ma anche allocando negli altri comuni che formerebbero il nuovo soggetto, i servizi ed i centri di interesse;
4) Infine ci separano pochi chilometri che potremmo far diventare un'autostrada, magari corredata da un’efficiente servizio ferroviario o addirittura metropolitano (come avviene ad esempio tra Milano e Rho-fiera o come è in progetto tra Catania e i comuni etnei);
5) La “CaltaGela” non è il solito obsoleto e speculativo disegno di conquista di un ente mangia-soldi pubblici (ormai messo alla gogna da più parti), bensì un lungimirante progetto di comprensorio amministrativo fondato sull'omogeneità del territorio e degli interessi comuni in vista dell'auspicata soppressione delle province.
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